• “Scopri il segreto per migliorare l’allenamento dei tuoi portieri sulla tecnica di tuffo”

    Julio Cesar

    Oggi ti parlo di un aspetto tecnico molto importante nell’allenamento dei portieri, e cioè della tecnica di tuffo, secondo il mio punto di vista la tecnica di tuffo è veramente importante ed è un gesto che richiede molta coordinazione e giusta scelta di tempo per essere efficace.

    Per eseguire un buon gesto in tuffo nei 2 lati destra e sinistra e a tutte le altezze quindi rasoterra rimbalzante e al volo, è importantissima la posizione di partenza del portiere, ovviamente la distanza della palla dalla porta determina la posizione che il portiere deve assumere per essere efficacie nel gesto tecnico.

    Nel senso che più la palla sarà vicina al portiere meno tempo di valutazione della traiettoria avrà e quindi gli  sarà richiesta più reattività  e le sue gambe dovranno essere più flesse così da essere più reattivo.

    Detto questo torniamo alla tecnica di base corretta che un portiere deve avere per eseguire efficacemente la parata in tuffo.

    Prima di tutto le mani dovranno essere rivolte con il palmo verso la palla e ben aperte, le gambe flesse a seconda del concetto appena spiegato in precedenza, e la schiena dritta non ricurva perchè tenendo la schiena dritta si ha più equilibrio negli spostamenti.

    Basta osservare il portiere dell’inter Julio Cesar per capire di cosa ti sto parlando, se noti lui ha sempre la schiena ben dritta, quindi soprattutto se giovani cura molto questo aspetto nel’allenamento dei tuoi portieri e correggili sempre.

    Un’altro aspetto fondamentale nel tuffo è quello di andare sempre in attacco alla palla senza subire la traiettoria della palla ma attaccandola,  deve essere come se si andasse in tuffo con la testa,  per abituare i tuoi portieri a questo, metti magari un cinesino chiedendo ai portieri di intervenire sulla palla prima del cinesino, può essere utile specialmente sui palloni a mezza altezza fare intervenire il tuo portiere in tuffo di testa sulla palla abituandolo così ad andare ad attaccare la palla.

    Cura molto anche i passi che il portiere deve effettuare per intervenire in tuffo, che deve essere il passo spinta senza fare passettini che fanno perdere tempo, anche se a seconda delle dimensioni dei tuoi portieri e della distanza della palla dai portieri a volte è utile eseguire il tuffo facendo dei piccoli passettini prima,  ma di base secondo me bisogna abituare i propri portieri nel passo spinta quando si esegue il tuffo.

    Infine un’altra cosa fondamentale è che in tuffo si va sempre con le 2 braccia insieme escludendo le parate con la mano di richiamo, ma su palloni rasoterra, rimbalzanti e al mezza altezza, il portiere deve intervenire con 2 braccia in modo che soprattutto sui palloni rasoterra e a mezza altezza se la palla ha un falso rimbalzo c’è anche il secondo braccio che va a protezione della porta, invece se il portiere interviene sulla palla con un braccio e c’è un falso rimbalzo il rischio di prendere gol è maggiore.

    Inoltre le mani quando vanno in presa devono essere bene aperte e il portiere deve eseguire perfettamente il gesto in tuffo, solo dopo deve restituire la palla al preparatore dei portieri.

    Ci tengo a precisare questo se i tuoi portieri quando eseguono un esercitazione hanno fretta di darti la palla indietro digli che prima eseguono il gesto tecnico corretto e poi con calma ti ridaranno indietro bene la palla.

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    21 commenti

    1. gino de luca

      7 anni fa  

      Alleno i portieri della Lazio del settore giovanile , e ti seguo con attenzione perchè il servizio che rendi penso sia interessante e di estrema utilita’. Vorrei pero’ disquisire con te sull’ultimo articolo che hai pubblicato riguardo la tecnica di tuffo. Nell’articolo quandi parli di posizione di attesa del tiro dici che “Prima di tutto le mani dovranno essere rivolte con il palmo verso la palla e ben aperte”. Penso invece che questa sia la posizione da far tenere alla mani solamente in situazione di tiro molto ravvicinato quasi in situazione di uno contro uno, mentre penso che la posizione piu’ corretta sia quella con le mani a palmi parallali tra lor, gli indici rivolti in alto. Tale posizione facilita la chiusura delle braccia in presa alta (non permettendo alle braccia di effettuare una chiusura non eeficace) e l’eventuale parata in attacco alla palla. Cordialmente con stima
      Gino De Luca


    2. Salvatore Pippia

      7 anni fa  

      Riguardo l’ultimo articolo(vedi posizione delle mani) mi trovo d’accordo con Gino De Luca se nella sua risposta voleva intendere non indici rivolti verso l’alto ma pollici. Cordiali saluti
      Salvatore Pippia


    3. Mario Vella

      7 anni fa  

      Ciao Gino esatto sono d’accordo con te su quello che dici effetivamente il palmo delle mani deve essere rivolto verso la palla in situazioni di 1 contro 1, grazie del tuo contributo che sicuramente sarà di grande aiuto per tutti quelli che leggeranno questo articolo! Cordiali Saluti, Mario


    4. Stefano

      7 anni fa  

      Ciao. Volevo prendere spunto dall’osservazione di Gino De Luca per porre un quesito.
      Io ho sempre impostato i miei portieri come dice Gino, ovvero mani verso la palla in situazione di 1 vs.1 e mani con palmi che si guardano e pollici in su nella posizione d’attesa (poi gambe + o meno piegate in base alla distanza del pallone). Ho notato invece in alcuni allenamenti di mio figlio (12 anni) che il suo mister tende a far direzionare il palmo della mano verso il ginocchio (le mani non sono appoggiate alle ginocchia … però i palmi sono quasi rivolti verso il basso/interno) e la motivazione è che in questo modo si è più veloci per una presa a pollici dentro (per palla sopra le spalle). Cosa ne pensate?


    5. freezer

      7 anni fa  

      Buongiorno, anch’io in fase di attesa i palmi li faccio tenere quasi rivolti verso il terreno, con i pollici che si sfiorano, braccia leggermente flesse all’altezza dello sterno, in fase di parata uscita alta sopra le spalle è molto veloce il movimento innattacco della palla. Credo però che l’importante e non sia farli attendere con le braccia lungo il corpo o le mani appoggiate alle ginocchia.

      Leggo sempre i vostri consigli, mi sono utili….

      cordialmente.

      freezer


    6. Pietro

      7 anni fa  

      Ciao – la mia opinione sull ideale posizionamento sia in attacco ravvicinato che in attesa distante dal pallone e’ che le braccia, stese lateralmente davanti al corpo, col palmo verso il pallone ed i pollici in su, non vengono abbassate troppo. In questo modo copre in miglior modo le parti laterali dalla mezz’altezza in su ed in attacco ravvicinato il portiere usa inoltre i piedi per eventuali interventi bassi. Cordaiali saluti, Pietro


    7. pasquale da TARANTO

      7 anni fa  

      ciao ho scoperto solo pochi giorni fà il tuo sito e devo dirti grazie oltre i complimenti.io ho il mio piccolo di 9 anni che ha deciso di intraprendere l’esperienza del portiere da circa 3 anni e devo dire a detta anche dei suoi mister che è un elemento da tenere in considerazione.ti ringrazio perchè il problema maggiore del sud che tutte queste società non hanno un preparatore di portieri.adesso lo seguo io con il tuo aiuto ed è una bellissima esperirnza. sarei molto onoratodi un tuo parere visivo.


    8. Robbie

      7 anni fa  

      Ciao a tutti. Su questo argomento dico come insegno io ai portieri del settore giovanile: faccio tenere i pollici rivolti verso l’alto con i palmi delle mani che si guardano, in questa meniere si è pronti sia per una presa a pollici dentro e anche eventualmente per una presa a pollici fuori.


    9. Luciano

      7 anni fa  

      La presa della palla può avvenire in molti modi:

      1. Presa da fermo: alta, al corpo, bassa.
      2. Presa con traslazione: laterale, frontale, saltando.
      3. Presa in tuffo: raso, mezza altezza, alta.

      In tutte queste applicazioni ci vuole una certa abilità che si sviluppa creando le basi mentali, di caricamento, fisiche dell’atleta. Queste basi
      sono composte da questi tre fattori:

      1. Il concetto di attacco della palla;(mentale)
      2. La postura del corpo;(fisico)
      3. La sequenza dei movimenti e la respirazione;(coordinativo)

      Su questi tre fattori dobbiamo necessariamente poggiare lo sviluppo della metodologia di allenamento del portiere di calcio,
      giovane o vecchio che sia.
      Ciò che è importante è osservare, saper osservare, correggere.


    10. Silvio

      7 anni fa  

      Ciao a tutti sono d accordo in parte con voi su tutto ma su una cosa Mario non sono d accordo sulla fase del tuffo che bisogna evitare i passetti io credo ci sia più spinta che invece tuffarsi da fermo giusto quello che dici di aggredire il pallone lo pretendo sempre ! E una così che noto in molti allenatori di molte società curano poco le palle inattive e il gioco con i piedi per portieri io dedico sempre 30 minuti al palleggio e tecnica individuale non sapendo a mio parere che il portiere e il primo attaccante che ne pensate ?? Silvio preparatore Certosa calcio


    11. Mario Vella

      7 anni fa  

      Ciao Silvio, sono d’accordo con te, infatti ho scritto che in alcuni casi è necessario dover effettuare degli spostamenti laterali prima di eseguire il tuffo, anche se ritengo personalmente che di base se alleniamo la tecnica di tuffo il concetto debba essere quello di eseguire il passo spinta ovviamente poi ci sono le variabili dove può essere necessario eseguire dei passi prima, perchè la palla è più distante e con il passo spinta non ci si arriva… Ne approfitto per ringraziare veramente tutti del vostro contributo!


    12. andrea

      7 anni fa  

      Ciao a tutti, sono d’accordo con Silvio: oggi il portiere tocca il più delle volte il pallone con i piedi (almeno 60-65% degli interventi). Io alleno i protieri di una Berretti per cui già grandi e imposto il riscaldamento di ognuno dei 4 allenamenti settimanali esclusivamente a lavoro coi i piedi. Faccio eseguire circiuti vari, palleggi con palloni n°3 e normali, conduzioni della palla, passaggi e devo dire che i miei ragazzi oltra a migliorarsi parecchio sono molto entutuiasti. Programmare un allenameto a settimana specifico per i piedi ho visto che è difficile e tante volte le esigenze della squadra ti portano ad accantonare il lavoro previsto. Ciao a tutti


    13. freezer

      7 anni fa  

      Giusto Luciano,
      la cosa più difficile credo sia l’allenamento mentale, perchè se il gesto tecnico alla lunga si può imparare, l’approcio mentale al ruolo, lo devi costruire nei primi anni (7/10 anni di età).
      L’allenamento con i piedi fa parte della crescita del ruolo, un gioco bello e divertente ( visto il risultato ottenuto con i bimbi) è la battaglia dei portieri con le 2 porte a 13/15 metri e i 2 che si calciano per far gol………naturalmente l’altro deve parare………

      Noi ci divertiamo cosi………..


    14. gianluigi

      7 anni fa  

      Ritengo di suggerire, per utilizzare al meglio anche le respinte di piede piatto, a forti tiri rasoterra ravvicinati, in condizioni di mischia in area, situazione che capita sovente nelle categorie primi calci-pulcini che la posizione delle ginocchia sia come indicato piu’ flessa in rispetto all normale posizione del portiere, ma con i piedi leggermente divaricati e non paralleli e con le gambe leggermente piu’ larghe in rispetto alla larghezza delle spalle.
      grazie a tutti un salutone a tutti gli allenatori/preparatori dei portieri


    15. Silvio

      7 anni fa  

      Sapete se c e qualche corso sinceramente vorrei avere un patentino per allenare vorrei essere riconosciuto dalla f i g c ciao Silvio


    16. antonio muresu

      7 anni fa  

      Ciao Mario
      Le risposte date dagli interlocutori , mi fanno pensare che quasi tutti allenano nel settore giovanile, e fanno bene ad insistere sulla tecnica di base e sulle posture , perchè poi quel ” bagaglio tecnico ” li accompagnerà nella loro carriera. “E’ impensabile costruire una casa partendo dal tetto” Io alleno in una squadra di eccellenza e spesso mi devo confrontare con portieri che non avendo mai fatto preparazione specifica mettono a nudo tutte le loro lacune, come apunto assenza totale di tecnica di base e posture. Allora io mi rivolgo proprio a quelle persone che operano nel sottore giovanile, affinchè siano insegnanti nel vero senso della parola. Buon lavoro a tutti


    17. stefano leucci

      7 anni fa  

      in merito al discorso della tecnica del tuffo io aggiungerei oltre al passo spinta e altri tipi di attacco di inserire sempre il contro movimento al tiro,per essere piu chiaro funzione meccanica di accorcciamento del muscolo per far si di avere un picco di forza di spinta maggiore
      grazie e saluti


    18. freezer

      7 anni fa  

      contro movimento…..leggento quanto detto da maresu…..sono d’accordo a volte in prima squadra ci si ritrova con portieri che non sanno neanche cosa vuol dire levagamba, figurati contro movimento……….


    19. Mario Vella

      7 anni fa  

      Grazie a tutti davvero per i vostri preziosi interventi! 🙂


    20. Daniele

      7 anni fa  

      Ciao , Mario tutti i tuoi consigli mi sono molto utili , ed ho preso fiducia e in ogni partita penso ” Io sono più forte ” cosi’ riesco a giocare bene , cosa che non accadeva quando magari , dopo un gol andavo giu , ti rigrazio per i tuoi consigli attraverso questi articoli ….Daniele


    21. Giacomo

      6 anni fa  

      Salve, ho una domanda da chiedervi.
      Perché quando mi tuffo, mi faccio male sempre alla parte in cui inizia la gamba??? Un po’ più giù dell’anca, per farci capire…


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