• “I tuoi portieri hanno paura di sbagliare? Ecco come migliorare questo aspetto”

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    In questo articolo voglio parlarti di uno degli aspetti più complessi per un portiere e specialmente per un giovane portiere, questo è uno degli argomenti che mi sta più a cuore perchè lo ritengo un elemento chiave per il ruolo, ti parlo della paura di sbagliare.

    Penso non esista nessun ruolo in un qualsiasi sport dove un errore può condizionare un risultato e soprattutto dove si viene attaccati e criticati, come quello del portiere.

    Per questo ritengo che il ruolo del portiere sia 80% “testa” e 20% tutto il resto, se un portiere è forte mentalmente e riesce a gestire le pressioni e farsi scivolare addosso gli errori e le critiche è già a buon punto per poter intraprendere questo ruolo anche a buoni livelli ovviamente abbinati anche a buoni aspetti fisici e tecnici.

    Ammetto che quando il Milan ha messo in campo Donnarumma, la prima volta sono stato molto scettico perchè a quell’età giocare nel Milan, a San Siro, in serie A, per un ragazzo di 16 anni la vedevo come una cosa molto difficile e pensavo sarebbe durato poco, non è una questione nei confronti di Donnarumma ma dell’età che aveva, molto prematura per affrontare certe pressioni.

    Ricordo molto bene quando era toccato a Gabriel giocare a 19 anni nel Milan, è uno molto sanguigno ed emotivo ed ha patito molto di più la pressione ed infatti se non ricordo male non gli era andata benissimo, questo non vuol dire che non sia un valido portiere, anzi, ma che deve gestire di più il lato emotivo.

    E’ vero che esistono situazioni e situazioni che possono condizionare le prestazioni ma penso che quando uno a 16 anni esordisce e gioca con continuità in seria A togliendo il posto a uno che ha giocato nel Real Madrid e che anche se commette qualche errore riesce subito a riprendersi, grazie sicuramente anche a chi lavora con lui, abbia le attitudini necessarie per poter giocare a quei livelli.

    Sicuramente nella crescita e nella formazione di Donnarumma oltre ad innegabili e grandi doti fisiche e tecniche un altro aspetto che ha influito moltissimo è sicuramente quello famigliare, posso ipotizzare che sia cresciuto in un ambiente dove non ha ricevuto molte pressioni da parte dei genitori che non hanno nutrito eccessive aspettative nei suoi confronti e sicuramente, non solo nel calcio ma in generale, non è stato attaccato ad ogni errore che commetteva ma sicuramente da quel punto di vista gli è stato fatto capire che sbagliare e perdere ci può stare e che non è la fine del mondo, inoltre è stata molto fortificata la fiducia in se stesso non facendogli sempre credere che ogni errore o fallimento fosse tutta colpa sua, non ne ho la certezza ma quasi.

    Chi viene paralizzato dalla paura di sbagliare viceversa è cresciuto in un ambiente dove ad ogni errore è stato condannato e gli è stato fatto credere che la responsabilità degli errori sia sempre tutta colpa sua, oppure è stato cresciuto in un ambiente dove i genitori hanno nurtrito troppe aspettative nei confronti del figlio addossando su di lui tutta la responsabilità della loro realizzazione e quindi ad ogni fallimento questo gli è stato fatto pesare, penso che così un ragazzo non possa avere la serenità necessaria a formarsi perchè il fallimento e la sconfitta servono per crescere e se questo non gli è concesso diventa tutto più difficile.

    Ho parlato di tutto questo perchè spesso soprattutto nelle categorie dilettantistiche ci si trova ad allenare ragazzi che hanno una tremenda paura di sbagliare e che sono paralizzati dall’eventuale errore.

    Il meccanismo emotivo che scatta quando si ha paura di sbagliare è dato proprio da come i ragazzi sono stati abituati a rispondere all’errore e al fallimento, spesso con critiche e condanne e spesso facendogli credere che l’errore sia la fine del mondo derivante da ciò che ho spiegato prima.

    In realtà quello che accade quando si sbaglia è molto meno pesante di quello che il ragazzo vede, secondo la mia esperienza il modo per aiutare i portieri a superare questa cosa in primis è quella che tu come preparatore dei portieri non devi criticare o riprendere il ragazzo se sbaglia ma devi avere l’atteggiamento di quello che dice va bene fa niente pari la prossima, esci meglio la prossima con un tono deciso

    e intanto continui a lavorare come se nulla fosse successo facendo focalizzare il ragazzo sul fare piuttosto che sul pensare, perchè spesso succede che chi ha paura di sbagliare pensa troppo (spesso a non commettere errori) e fa poco invece dovrebbe concentrarsi più sul fare, ecco anche perchè sposo a pieno l’allenamento con una buona intensità, perchè aiuta anche in questo.

    Un altro modo è quello di abituare il ragazzo a sbagliare a farlo sbagliare apposta e fargli vedere che alla fine sbagliare non è la fine del mondo e che ci può stare, dire frasi tipo “anche in serie A sbagliano” secondo me servono fino a un certo punto perchè al ragazzo che ha questo problema interessa poco che in serie A sbagliano perchè secondo il suo punto di vista lui non deve sbagliare e poi è importante che lui viva in prima persona l’esperienza di sbagliare e trarre le sue conclusioni, ovviamente qui ti sto parlando dell’allenamento, non è una cosa che puoi fargli fare in partita, devi farlo allenare in settimana su questo in modo che poi anche in partita alla lunga ne tragga dei benefici.

    Devi riuscire in settimana e soprattutto prima della partita, soprattutto se hai a che fare con un ragazzo molto agitato, di calmarlo con la tua serenità, è ovvio che se lui vede te che sei teso è diffiicile che riuscirà ad esserlo lui, quindi sempre con il sorriso sulla labbra e trasmetti tranquillità al ragazzo.

    Mettiamo il caso che la domenica il tuo portiere commetta un errore, la prima cosa che secondo me devi fare è analizzare l’errore e fare capire al portiere dove sono le sue responsabilità sul gol preso e dove invece non è responsabilità sua, perchè come spiegato, spesso chi ha paura di sbagliare pensa che gli errori siano tutti per causa sua e si prende più responsabilità di quelle che dovrebbe prendersi.

    Inoltre pensa che l’errore sia una cosa irrisolvibile e che sarà la fine del mondo e che è tutto compromesso, in questo caso gli devi ricordare che l’errore è tutto da ricondurre a quella partita e che nelle altre partite può scrivere una storia diversa.

    Quindi ricapitolando, la paura di sbagliare e quindi la reazione all’errore è data da come uno è cresciuto in famiglia, c’è chi quando commette un errore ne fa un dramma e pensa che sia la fine del mondo e che tutti ce l’avranno con lui e chi invece riesce a rialzarsi e ad andare avanti pensando più positivamente.

    Se posso permettermi di dare un consiglio ai genitori che leggeranno questo articolo e che magari in alcune cose lette si sono rivisti, dico di fare vivere il calcio ai vostri ragazzi in modo leggero senza accollare su di loro tutto il peso della vostra soddisfazione personale, vostro figlio ha diritto di vivere il calcio con leggerezza e come un divertimento senza sentire la responsabilità di dovervi fare felici e devono essere liberi poter sbagliare perchè questo li farà crescere.

    Ci tengo a precisare che l’argomento è molto più complesso e articolato ma con questo articolo ho voluto dare uno spunto di riflessione e mi piacerebbe sapere anche la tua esperienza riguardo a questo aspetto commentando qui sotto l’articolo in modo che ci sia un sano confronto.

    Mario Vella

    Comments

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    8 commenti

    1. Alessio Rosini

      1 anno fa  

      Grazie dell’articolo, cercherò di far come hai scritto con mio figlio.
      Per quello che può contare la mia esperienza, io ero troppo sensibile alle critiche e sentivo troppo la pressione e la partita…tanto è vero che mi addossavo sempre o quasi tutte le responsabilità dei goal subiti..
      Anche il discorso sulla famiglia che deve trasmettere tranquillità, forza e sicurezza è vero in pieno.
      Ciao!


    2. Mario Vella

      1 anno fa  

      Ciao Alessio, anche io i primi anni quando giocavo ragionavo dandomi tutte le responsabilità e pensando che l’errore fosse un dramma poi ho capito qual era il problema e pensando nel modo descritto nell’articolo piano piano ho cominciato a migliorare. 🙂


    3. fabrizio

      1 anno fa  

      Verissimo, Donnarumma è un fuori classe, è comunque un Adulto nonostante i suoi 17 anni, quindi fuori dall articolo che Mario ci ha proposto, il discorso vale per i nostri giovani ragazzi che cerchiamo di far crescere a cui cerchiamo d insegnare il ruolo, e senza la serenità di provare ad esprimersi naturalmente non cresceranno mai, gli errori esistono e si commetteranno sempre, il calcio è uno sport di squadra si vince in 11 si perde in 11, SEMPRE, il portiere è l ultimo baluardo quello che può rimediare ad un errore collettivo, se ci riesce è bene altrimenti si pensa alla Prox
      Ciao Mario
      Fabrizio


    4. Mario Vella

      1 anno fa  

      Ciao Fabrizio, assolutamente d’accordo con te. 😉


    5. Gio

      1 anno fa  

      Ho da poco iniziato la “scuola calcio portieri” nella società della mia regione e come d’abitudine ad inizio stagione, stilo una scheda sul profilo del ragazzo con varie domande di tipo generale vita, scuola , famiglia per poi passare allo specifico sul calcio.
      Un ragazzino di 12 anni ad un certo punto mi dice:
      – mi piace tantissimo allenarmi, mi piacciono meno le partite perché ho paura di sbagliare!
      Non nego il mio imbarazzo nei secondi successivi alla sua affermazione …
      Ti ringrazio capiti a fagiolo ora ho sicuramente più mezzi per affrontare il discorso, grazie Mario.


    6. Mario Vella

      1 anno fa  

      Ciao Giovanni, mi fa piacere poterti essere d’aiuto… Buon lavoro!


    7. Roby

      11 mesi fa  

      Grazie Mario, come sempre analisi approfondite ed efficaci.
      Spesso ci troviamo, nel percorso di formazione dei nostri giovani portieri, a scontrarci con allenatori che non danno peso a questo aspetto addossando molte colpe e responsabilità ai numeri uno.
      Poi tocca a noi preparatori/istruttori rimediare a livello psicologico. E non è sempre facile…


    8. Mario Vella

      9 mesi fa  

      Purtroppo Roby è così, il nostro compito è molto difficile proprio come fare il portiere ed è per questo che è il ruolo più affascinante…


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