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Parate di Gigi Buffon

22 agosto, 2009 · Nessun Commento

→ Nessun CommentoTags: Allenamento portieri

“La chiave magica per avere successo con i portieri del settore giovanile”

21 agosto, 2009 · Nessun Commento

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Nelle categorie giovanili l’insegnamento delle caratteristiche tecniche e coordinative devono avere un ruolo primario nell’arco dell’intera stagione. In questa fase dell’età del portiere non è necessario allenare la parte fisica e se comunque si vuole si possono eseguire esercizi tecnici che se eseguiti con il giusto criterio possono servire anche per allenare la parte fisica.

Come gia detto in altri articoli lo sviluppo della forza può andare bene dalla categoria allievi in poi ma sempre sotto la visione di un esperto in questo campo, specialmente se si vanno ad utilizzare carichi tipo bilancieri.

E’ importante gia da quando il portiere è piccolo abituarlo a gestire i compagni di difesa, quindi fargli chiamare l’uomo smarcato al compagno e ad impartire quelle indicazioni che sono utili a loro, come per esempio farlo abituare a farsi dare la palla indietro con i piedi se un compagno è in difficoltà è un esempio, bisogna fare capire al giovane portiere che fare il portiere non è solo parare ma anche aiutare i compagni di difesa.

Dobbiamo fare capire al portierino che noi dobbiamo essere un ancora di salvataggio per il nostro compagno e non un problema in più che loro devono avere.

Inoltre questo tipo di lavoro aiuta il portierino ad allenarsi sulla concentrazione e sull’attenzione durante l’arco dell’allenamento e della gara, quindi quando [Continua a leggere →]

→ Nessun CommentoTags: Settore Giovanile

“Svelato il percorso corretto per allenare la forza esplosiva ed elastica del portiere!”

27 luglio, 2009 · Nessun Commento

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Articolo a cura di Luca Squinzani preparatore dei portieri Torino calcio settore giovanile

In questo articolo verrà spiegato in linea generale l’allenamento sulla forza esplosiva e elastica sia nel portiere adulto che in quello giovane.

Partiamo dal presupposto che i carichi di lavoro e le esercitazioni, vanno adattate e costruite sui nostri portieri, in base alle loro caratteristiche: fisiche, alle loro esperienze pregresse, infortuni, ecc, bisogna quindi considerare l’età dei giocatori e la categoria con la quale si va a lavorare, in linea di massima diciamo che fino ai 14-15 anni è indicato lavorare a carico naturale e senza sovraccarichi.

Riguardo allo sviluppo della forza:

Il portiere ha bisogno di lavorare su forza esplosiva ed elastica.

Direi che oltre a sviluppare queste, la parte della preparazione ed inizio stagione dovrebbe comprendere esercitazioni per aumentare forza generale e massima. Questo per poter sostenere futuri carichi di lavoro in modo adeguato; se parliamo di prima squadra.

Se ci riferiamo ai giovani, lavoreremo anche sulla forza generale ma non su quella massima.

FORZA GENERALE

A carico naturale e con l’utilizzo di elastici.

FORZA ELASTICA:

Esercitazioni pliometriche con e senza gesto tecnico

FORZA ESPLOSIVA:

Metodo bulgaro in palestra, utilizzo sul campo di differenti tipi di forza in sequenza (ES. Isometrica + elastica; Eccentrica – concentrica + elastica; ecc.) o utilizzo di circuiti di forza appositamente studiati. Possiamo sempre decidere di inserire o no un gesto tecnico.

Sviluppo della Rapidità/velocità:

VELOCITA’

Se per velocità intendiamo la capacità di ricoprire una distanza nel minor tempo possibile, ci possiamo affidare a classiche esercitazioni come gli sprint. Per il portiere solo su distanze brevi. Teniamo sempre presente che questa capacità è migliorabile al massimo di circa il 20%.

RAPIDITA’

Se per rapidità intendiamo l’eseguire un gesto o uno spostamento da portiere (passo laterale, incrociato, tuffo rasoterra, ecc.) il più velocemente possibile, allora dovremo man mano costruire esercitazioni per migliorare questo aspetto. Per esempio aumentando la velocità del pallone durante la stagione in modo graduale, o creando percorsi brevi di rapidità-coordinazione, ecc.

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“L’allenamento della FORZA ESPLOSIVA e ELASTICA per il portiere dilettante”

24 luglio, 2009 · Nessun Commento

Nei dilettanti spesso il preparatore dei portieri si trova ad allenare portieri che vengono da lunghe giornate di lavoro e quindi psicologicamente appesantiti da esso. Se a questi portieri vengono proposti allenamenti noiosi o pesanti senza l’ausilio del pallone per loro il calcio potrebbe diventare un secondo lavoro più che un allenamento per divertirsi. E’ utile quindi unire l’utile al dilettevole, quindi, si allenamento fisico ma abbinato a un allenamento tecnico, meglio se questo viene svolto in porta così da rendere l’allenamento anche divertente e più leggero da gestire con la mente.

Allenare la forza esplosiva

Per allenare la forza esplosiva come detto sopra potrebbe essere utile l’utilizzo di esercitazioni con il pallone, quindi con l’utilizzo di ostacoli sulla porta con abbinato il tuffo o balzi in porta sempre con l’abbinamento del gesto tecnico. Quindi un esercizio potrebbe essere di utilizzare 4 ostacoli alti fuori dallo specchio della porta rivolti verso un lato effettuare l’uscita dagli ostacoli con parata per esempio verso destra e fare svolgere questo esercizio per non più di 1 minuto allo stesso portiere, dopo cambiare lato e svolgere lo stesso esercizio dalla parte opposta sempre per 1 minuto.

Per capire meglio guarda questo schema:

4 balzi sugli ostacoli alti e parata verso sinistra

4 balzi sugli ostacoli alti e parata verso destra

4 balzi sugli ostacoli alti frontali e parata casuale

Durata 1 minuto per ogni esercizio specifico.

Esempio di allenamento per la forza esplosiva

forza esplosiva

Allenare la forza elastica (PLIOMETRIA)

Il portiere parte da un plico di un altezza di 50 cm almeno, si lascia cadere, supera subito dopo un ostacolo e effettua la parata, da non svolgere più di 3-4 ripetizioni, per non rischiare di lavorare in aereobico lattacido quando al portiere interessa il lavoro anaereobico alattacido.

Esempio di allenamento per la forza Elastica

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  • Tra una serie e l’altra il recupero deve essere totale.
  • Gli esercizi possono essere mutevoli sta a te svilupparne altri in modo diverso ho voluto illustrarti il metodo secondo me meno pesante che un portiere può accettare dopo una giornata intensa di lavoro.
  • Ovviamente questo è un lavoro da svolgere nei primi giorni della settimana.

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“Il preparatore dei portieri nel settore giovanile”

22 luglio, 2009 · 2 Commenti

Gianluca Curci 01

Il preparatore dei portieri nel settore giovanile deve essere per il portierino soprattutto un educatore e deve insegnare quali sono i valori e le regole importanti che si devono rispettare per avere successo sia nella vita che nello sport. Il portierino deve avere davanti a se, si un allenatore, ma anche una figura, di riferimento, un faro. Il preparatore deve essere un aiuto per il giovane portiere anche nei momenti di difficoltà e stimolarlo a reagire quando queste gli si presentano davanti.

Quindi come ben spiegato oltre che elergire consigli puramente tecnici, al portierino dovranno essere impartiti consigli anche sulla gestione delle emozioni che esso si troverà ad affrontare durante l’anno calcistico. Dobbiamo ricordarci che davanti a noi abbiamo un bambino-ragazzino che ha bisogno dei nostri consigli, il preparatore dei portieri quindi deve prendersi la responsabilità di essere per lui un educatore sia a livello tecnico che umano.

Gestione del lavoro del giovane portiere per categoria

Molto importante e da non sottovalutare è la gestione del lavoro che il portierino deve affrontare in base alla categoria in cui si trova, non si può pensare di fare lavorare un portiere ai primi calci come un pulcino o come un giovanissimo, ogni categoria ha il suo lavoro specifico.

Primi calci

In questa fase deve essere effettuato un tipo di lavoro basato molto sulla coordinazione, in quanto a questa età il bambino che si sta allenando ha bisogno di provare varie forme motorie che poi lo aiuteranno nello scegliere quale per lui anche in futuro sia lo sport adatto per se.

Quindi ritengo non sia necessario fare svolgere in questo tipo di categorie nessun allenamento specifico per il portiere in quanto il portierino deve agire in più ruoli in modo da capire quale sia quello che più gli piace. La parola d’ordine per il bambino in questa categoria è DIVERTIMENTO è importante quindi variare le esercitazione motorie e le attività che si propongono che non devono essere per forza relative allo sport calcio.

Pulcini

Da questa categoria in avanti si può cominciare a parlare di sport specifico, passata la fase che va dai primi calci ai pulcini il bambino ha capito che il suo sport è il calcio e quindi si può cominciare a intavolare un discorso in questo senso facendo entrare tutti i componenti della squadra nel ruolo del numero uno per capire chi è più portato ad intepretare questo ruolo, per chi è più interessato si può cominciare a accennare qualcosa a livello coordinativo specifico per il portiere.

Esordienti

In questa categoria il lavoro primario che il portiere deve svolgere è [Continua a leggere →]

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La tecnica di base del portiere

20 luglio, 2009 · Nessun Commento

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Angelo Peruzzi uno dei migliori nelle uscite basse

11 luglio, 2009 · Nessun Commento

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“Svelato il segreto per avere un portiere sempre affidabile”

9 luglio, 2009 · Nessun Commento

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Uno dei metodi di lavoro più efficaci che differenziano i migliori preparatori dei portieri in circolazione è senza dubbio la capacità di allenare i portieri sulle situazioni di gioco che essi si troveranno ad affrontare durante la gara, quindi è importante mettere in condizione i portieri di richiamare durante la gara ufficiale situazioni che loro vivono abitualmente durante la settimana in modo da diminuire le possibilità di trovarsi impreparati.

Le situazioni di gioco che il portiere si trova ad affrontare durante una gara ufficiale senza alcun dubbio sono le uscite alte,uscite basse, la gestione dello spazio dietro i difensori,gli accorciamenti in area, diciamo che l’intervento di parata è la parte minima nell’arco dei 90 minuti, sono molto più richiamate le altre situazioni prima citate.

Quindi per ricreare le situazioni di gioco dopo le esercitazioni, sono molto importanti le partitelle svolte con la squadra dove il preparatore deve seguire il portiere e impartirgli consigli da dietro la porta in modo da correggere quelli che sono sia i difetti di impostazione che di gestione della difesa.

DIFFERENZE TRA IL PORTIERE CHE “PARLA” E PORTIERE CHE NON “PARLA”

Molto spesso si sente dire che il portiere durante le partite alla domenica parla poco o non parla, voglio chiarire cosa si intende per portiere che non parla e per portiere che parla, il portiere detto che non parla è quello che non da direttive utili ai compagni, e più che essere un ancora di salvataggio per loro, è un ulteriore problema che essi si trovano ad affrontare, questo portiere si preoccupa principalmente di intervenire solo sulle situazioni tecniche come parare, fare uscite alte, basse ecc..

Il portiere che parla è quello che tiene sveglia la squadra, si fa sentire, chiama gli uomini ai compagni anche se vedono che li stanno marcando, risolvono i problemi ai difensori specialmente sulle palle che richiedono un accorciamento in area, in breve sono partecipi alla manovra e ai movimenti dei compagni e trasmettono al compagno [Continua a leggere →]

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