“I 6 pilastri fondamentali per essere un preparatore dei portieri che si rispetti!”

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Il ruolo di preparatore dei portieri col passare del tempo ha avuto dei cambiamenti importanti soprattutto sulla metodologia di lavoro sia a livello tecnico che fisico, mentre prima ai portieri si facevano svolgere interminabili corse con il gruppo che oggi sappiamo siano deleterie in quanto creano acido lattico, cosa che il portiere durante le sedute di allenamento non deve assolutamente sviluppare, se non in rarissimi casi, in quanto oggi il portiere lavora sull’anaerobico alattacido, cioè un lavoro che viene seguito alla massima velocità di esecuzione per breve durata.

Il preparatore dei portieri con gli anni si è evoluto anche a livello di insegnamento tecnico, cambiando la metodologia degli esercizi che sono mirati al raggiungimento di un obbiettivo o situazione che sicuramente il portiere si ritroverà durante la gara.

Questa cosa è molto importante in quanto allenare le situazioni di gioco deve essere una caratteristica che il preparatore dei portieri non deve mai trascurare, oltre che l’allenamento a livello tecnico che è possibile migliorare a qualsiasi età, certo è che un portiere più giovane avrà un margine di miglioramento maggiore rispetto a un portiere cosiddetto “vecchio” ma questo non esclude che anche il portiere “vecchio” non possa migliorare le proprie capacità di apprendimento tecnico.

I requisiti fondamentali che un preparatore dei portieri deve avere assolutamente e da cui non può sottrarsi sono: Passione per il ruolo che aiuta a cercare sempre di migliorarsi e quindi dare qualcosa in più ai portieri che sta allenando.

Pazienza che è fondamentale in quanto il lavoro che si sta svolgendo darà sicuramente i suoi frutti a lungo termine e non subito, quindi se non si possiede una buona dose di pazienza è difficile pensare di poter essere vincente in questo ruolo.

Innovazione che serve a trovare nuovi metodi di allenamento sempre migliori.

Essere sicuri degli esercizi che si sta proponendo ai portieri così da trasmettere loro sicurezza e che ciò che stanno facendo ha un senso valido e spiegare con quel tipo di esercizio cosa si va  a migliorare nello specifico, cercando prima di chiedere ai portieri a cosa può servire una determinata esercitazione che stai proponendo.

Avere un buon dialogo e un buon rapporto con i portieri in modo da creare un bel gruppo di lavoro dove si cresce bene e ci si allena con serenità, questo anche per dare tranquillità al portiere che in quel momento sta giocando, in quanto allenarsi in un ambiente di lavoro negativo porta a trasmettere questa negatività all’interno del gruppo di lavoro, quindi parola chiave essere positivi!

Dare un supporto psicologico quando si vede che un portiere magari o vive un momento negativo oppure vola sulle ali dell’entusiasmo, nel primo caso bisogna cercare di far ritrovare tranquillità al portiere, nel secondo cercare di tenere le ali basse per non cadere in facili entusiasmi che poi portano a rovinare il buon lavoro fatto fino a quel momento.

Commenti

7 Comments

  1. franco Febbraio 11, 2016
  2. GIANFRANCO Luglio 11, 2016
  3. Fabio Latini Agosto 5, 2017
  4. Mario Vella Agosto 5, 2017
  5. Fabiano Sebastiano Settembre 30, 2017
  6. Edoardo Febbraio 24, 2018
  7. Toni Aprile 17, 2019

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